Assicurazioni e Protezione

Furto in Casa Affittata: Responsabilità e Assicurazione

Un furto in un appartamento affittato mette sul tavolo due patrimoni diversi, quello del proprietario e quello dell'inquilino: capire chi risponde di cosa evita discussioni inutili proprio nel momento peggiore.

Rientri a casa e trovi la porta forzata, i cassetti rovesciati, la televisione sparita insieme a un paio di gioielli lasciati sul comodino. Se vivi in affitto, nei minuti successivi arriva quasi sempre la stessa domanda: di chi è la responsabilità, adesso, per quello che manca? E se in casa c'erano sia mobili del proprietario sia oggetti personali tuoi, chi risponde di cosa?

La risposta non è quella che molti si aspettano. Il furto, a differenza di un incendio o di un danno causato per colpa di una delle parti, è un fatto commesso da un terzo estraneo al contratto di locazione. Cambia completamente la logica giuridica con cui si stabilisce chi paga, ed è proprio da qui che conviene partire per non confondere piani diversi.

Punti chiave

  • Il furto è un reato commesso da un terzo, non un inadempimento contrattuale: non si applica la presunzione di responsabilità dell'art. 1588 c.c. pensata per l'incendio causato dal conduttore.
  • Ogni parte, in linea di massima, risponde della perdita dei propri beni: il proprietario per i beni suoi presenti in casa, l'inquilino per i suoi effetti personali.
  • La responsabilità dell'una o dell'altra parte scatta solo in presenza di negligenza specifica e dimostrabile, non per il solo fatto che il furto sia avvenuto nell'immobile.
  • Un'assicurazione furto dedicata resta lo strumento più concreto per coprire davvero la perdita, perché il diritto comune lascia ampi vuoti di tutela.

Perché il furto è un caso diverso dall'incendio o dal danno per colpa

Il furto non rientra nella presunzione di responsabilità prevista dall'art. 1588 del Codice Civile per l'incendio, perché quella norma disciplina un evento causato (o presunto causato) dal conduttore stesso, non un reato subito da un terzo esterno al rapporto di locazione. Confondere i due casi porta quasi sempre a conclusioni sbagliate su chi debba pagare cosa.

Vale la pena essere precisi su questo punto, perché è la base di tutto il ragionamento che segue. L'art. 1588 c.c. stabilisce che il conduttore risponde della perdita e del deterioramento della cosa locata dovuti a incendio, se non prova che l'incendio è avvenuto per caso fortuito, per vizio della cosa stessa o per propagazione da altro incendio. È una presunzione di colpa che nasce dal fatto che l'inquilino ha la cosa in custodia e deve renderne conto se si danneggia mentre è nelle sue mani.

Il furto è un fenomeno completamente diverso. Non è l'inquilino a "danneggiare" l'immobile o i beni al suo interno: è un ladro, un soggetto estraneo al contratto, a commettere un reato ai danni sia del proprietario sia, spesso, dell'inquilino stesso. Non esiste quindi alcuna norma che presuma automaticamente la colpa dell'inquilino (o del proprietario) solo perché un furto è avvenuto nell'immobile locato.

Perché allora capita così spesso di sentire dire "se rubano qualcosa in affitto paga il proprietario" o, al contrario, "se rubano qualcosa paga sempre chi ci abita"? Perché si applica per analogia, e in modo scorretto, la logica dell'art. 1588 c.c. a un evento che non c'entra nulla con quella norma. Il furto va inquadrato con le regole generali della responsabilità civile, non con quelle specifiche pensate per l'incendio o il deterioramento causato dal conduttore.

Le regole generali dicono, in sintesi, che ciascuno sopporta la perdita dei propri beni (il principio per cui il rischio della cosa grava, di regola, sul suo proprietario), salvo che si dimostri una colpa specifica di un'altra parte che ha reso possibile, o più probabile, il furto stesso. È una distinzione che cambia tutto l'impianto delle responsabilità, e che tratteremo nel dettaglio nei prossimi paragrafi.

Chi vuole inquadrare meglio anche le altre coperture tipiche della locazione, quella che tutela il proprietario e quella che tutela l'inquilino nei rapporti reciproci, può leggere anche la nostra guida su assicurazione RC proprietario di casa e quella su assicurazione RC inquilino: perché conviene anche a chi affitta, che affrontano un rischio diverso da quello di cui parliamo qui, ma strettamente collegato nella gestione complessiva del rapporto di locazione.

Chi risponde dei beni del proprietario lasciati nell'immobile

Dei mobili, degli elettrodomestici e degli arredi di proprietà del locatore, presenti nell'immobile al momento del furto, risponde in via generale il proprietario stesso, in quanto titolare di quei beni, salvo che il furto sia stato agevolato da una negligenza specifica dell'inquilino nella custodia dell'immobile. È una conseguenza diretta del principio per cui il rischio della perdita di un bene grava, di norma, su chi ne è proprietario.

Facciamo un esempio concreto. Un appartamento arredato viene affittato con divano, elettrodomestici e mobili tutti di proprietà del locatore. Durante un furto, i ladri portano via il televisore e un tablet lasciato dal proprietario per uso occasionale degli ospiti. In assenza di una colpa specifica dell'inquilino, quella perdita resta a carico del proprietario, che è il titolare di quei beni: non è l'inquilino a doverli rimborsare solo perché il furto è avvenuto in casa sua durante il periodo di locazione.

Questo perché l'inquilino, ai sensi dell'art. 1587 c.c., ha un obbligo di diligenza nell'uso e nella custodia dell'immobile locato, non un obbligo assoluto di garantire l'incolumità di ogni singolo oggetto contro qualunque evento esterno imprevedibile. Rispondere di un furto significherebbe, in pratica, addossare all'inquilino un rischio che nessun contratto di locazione gli assegna esplicitamente, salvo appunto un comportamento negligente specifico e dimostrabile.

Le cose cambiano, e non poco, se emerge che l'inquilino ha agevolato il furto con un comportamento contrario alla diligenza richiesta: qui la sua responsabilità nasce non dal furto in sé, ma dall'inadempimento del proprio obbligo contrattuale di custodia. Tratteremo questo scenario con più dettaglio nel paragrafo dedicato alla negligenza, perché è proprio lì che si gioca gran parte delle discussioni reali tra le parti.

Un altro aspetto da chiarire: se il proprietario aveva assicurato il contenuto dell'immobile con una polizza propria (fabbricato più contenuto, o una polizza multirischio abitazione), è a quella polizza che deve rivolgersi per il rimborso dei propri beni rubati, non all'inquilino. È una scelta che spetta al proprietario stesso, ed è quasi sempre più efficiente di qualunque tentativo di rivalsa diretta contro chi occupa l'immobile.

Chi risponde dei beni personali dell'inquilino

Dei beni personali e degli oggetti di valore dell'inquilino rubati durante il furto risponde, in linea generale, l'inquilino stesso, perché il proprietario non ha di regola alcun obbligo di custodia sugli effetti personali di chi occupa l'immobile in locazione. Anche qui vale lo stesso principio visto sopra: ciascuno sopporta la perdita dei propri beni, salvo colpa specifica altrui.

Molti inquilini restano sorpresi da questa regola, perché danno per scontato che il proprietario debba in qualche modo "garantire" la sicurezza di tutto ciò che si trova in casa, compresi gli oggetti che l'inquilino ci ha portato. Non è così: il contratto di locazione riguarda l'uso dell'immobile, non una custodia generale dei beni mobili personali di chi lo abita.

Quando può cambiare questo scenario? Quando il furto è stato reso possibile, o significativamente più facile, da una negligenza specifica del proprietario: ad esempio una serratura difettosa segnalata più volte per iscritto e mai riparata, oppure un impianto di sicurezza dell'edificio (portone condominiale, citofono, cancello) rimasto guasto nonostante ripetute segnalazioni. In questi casi, la responsabilità del proprietario nasce dalla violazione di un preciso obbligo di manutenzione, non dal furto considerato in sé.

Questo tipo di responsabilità si fonda sulle regole generali della responsabilità civile (art. 2043 c.c.) e sull'obbligo del locatore di mantenere la cosa locata in stato da servire all'uso convenuto, compreso un livello ragionevole di sicurezza degli accessi. Non basta però che esista un difetto qualunque: serve dimostrare che quel difetto specifico, segnalato e non riparato, ha reso possibile o più probabile il furto subito.

Vuoi capire perché questo aspetto conta così tanto in pratica? Perché sposta l'onere della prova su chi lo invoca. Se sei l'inquilino e vuoi sostenere che il proprietario ha una responsabilità nel furto subito, tocca a te dimostrare la segnalazione precedente e il collegamento tra il difetto non riparato e l'ingresso dei ladri, non basta affermarlo genericamente dopo i fatti.

Per proteggere davvero i propri effetti personali, quindi, l'inquilino non può fare affidamento su un'eventuale responsabilità del proprietario, che resta un'eccezione e non la regola. Conviene piuttosto valutare una copertura assicurativa propria, dedicata ai beni personali presenti nell'abitazione affittata, un tema che riprendiamo più avanti parlando di assicurazione furto.

Il ruolo della negligenza: quando la disattenzione cambia le cose

La negligenza grave di una delle parti è l'unico fattore che sposta davvero la responsabilità del furto da chi normalmente la sopporterebbe (il proprietario dei propri beni, l'inquilino dei propri effetti) verso l'altra parte, e va sempre provata con fatti concreti, non con semplici sospetti o impressioni successive all'accaduto.

Cosa si intende, in pratica, per negligenza grave in questo contesto? Non basta un generico "poteva fare di più". Serve un comportamento che si discosti in modo evidente da quello che ci si aspetterebbe da una persona ragionevolmente attenta: lasciare volutamente la porta d'ingresso aperta durante un'assenza prolungata, consegnare le chiavi a sconosciuti senza alcuna cautela, oppure ignorare per mesi una serratura rotta segnalata più volte dall'altra parte, senza mai intervenire.

Facciamo un paio di esempi concreti, utili a capire dove si colloca davvero il confine. Se l'inquilino esce di casa e dimentica per distrazione una finestra al piano terra socchiusa, si tratta di una disattenzione comune, difficilmente qualificabile come negligenza grave capace di trasferire su di lui la responsabilità per la perdita dei beni del proprietario. Se invece lascia la porta blindata aperta di proposito per giorni, magari per comodità, e i ladri entrano proprio da lì, il discorso cambia radicalmente.

Lo stesso vale in senso opposto per il proprietario. Se una serratura si inceppa una volta e viene sistemata in tempi ragionevoli, non c'è alcuna negligenza rilevante. Se invece l'inquilino segnala per iscritto, più volte e nell'arco di mesi, che la serratura non chiude correttamente, e il proprietario non interviene mai, quella inerzia diventa un elemento concreto su cui l'inquilino può fondare una richiesta di responsabilità in caso di furto.

Perché la forma della segnalazione conta così tanto in questi casi? Perché senza una traccia scritta (email, messaggio, raccomandata, PEC) diventa quasi impossibile dimostrare, mesi dopo un furto, che il problema era già stato segnalato e ignorato. Una telefonata informale, per quanto reale, lascia poche prove utili in una eventuale discussione con l'assicurazione o con l'altra parte.

Vale la pena ricordare che l'onere di provare la negligenza grava sempre su chi la invoca. Chi accusa l'altra parte di aver agevolato il furto con un comportamento negligente deve portare fatti verificabili, non semplici impressioni maturate dopo lo shock del ritrovarsi la casa svaligiata. È un principio che vale in sede giudiziale, ma anche, in pratica, nel confronto diretto tra proprietario e inquilino prima di arrivare a qualunque contenzioso.

Assicurazione furto: cosa copre in genere questa garanzia

L'assicurazione furto è una garanzia, spesso inclusa in polizze multirischio abitazione o sottoscrivibile come copertura autonoma, che indennizza il danno subito per la sottrazione di beni mobili in seguito a un furto, entro i massimali e le condizioni specifiche previste dal contratto. Non va confusa con la polizza RC (responsabilità civile), che copre danni causati a terzi, non la perdita dei propri beni.

Questa distinzione è più importante di quanto sembri. Una polizza RC inquilino, di cui abbiamo parlato nella guida dedicata, tutela l'inquilino se causa danni involontari a terzi o all'immobile stesso: non copre in alcun modo la perdita dei suoi effetti personali rubati da un ladro. Allo stesso modo, una polizza RC proprietario copre i danni che l'immobile può causare a terzi, non la perdita dei mobili del proprietario sottratti durante un furto.

Per coprire davvero il rischio furto, serve quindi una garanzia specifica, che in genere si trova in due forme distinte, da non confondere tra loro:

  • Polizza del proprietario (fabbricato e, se previsto, contenuto): copre i beni di proprietà del locatore presenti nell'immobile affittato, secondo i massimali e le esclusioni indicate nel contratto di polizza sottoscritto dal proprietario stesso.
  • Polizza dell'inquilino (contenuto abitazione o polizza furto dedicata): copre gli effetti personali e gli oggetti di valore dell'inquilino presenti nell'immobile, indipendentemente dal fatto che l'immobile sia di sua proprietà o preso in affitto.

Ogni polizza furto prevede in genere un massimale complessivo, spesso con sottolimiti specifici per categorie di beni considerate a rischio più alto: gioielli, preziosi, denaro contante, dispositivi elettronici di valore. Superato quel sottolimite, l'indennizzo per quella specifica categoria si ferma, anche se il massimale generale della polizza non è ancora esaurito.

Un elemento che quasi tutte le compagnie richiedono, e che vale la pena verificare prima ancora di sottoscrivere: le condizioni minime di sicurezza dell'immobile. Porta blindata, serratura di sicurezza, a volte un sistema di allarme funzionante, sono spesso requisiti impliciti nel contratto di polizza. Se il furto avviene in condizioni di sicurezza inferiori a quelle dichiarate al momento della sottoscrizione, l'indennizzo può essere ridotto o negato del tutto.

Va anche detto che, come per qualunque contratto assicurativo danni offerto sul mercato italiano, la vigilanza spetta all'IVASS, l'autorità che controlla la correttezza e la trasparenza dei prodotti assicurativi venduti dalle compagnie. Prima di firmare, conviene sempre leggere per intero le condizioni generali, non solo la scheda sintetica riassuntiva consegnata in fase di preventivo.

Chi vuole valutare, oltre alla protezione economica dei beni, anche una tutela per le eventuali spese legali che potrebbero derivare da un furto o dalle sue conseguenze contrattuali con l'altra parte, può approfondire il tema nella nostra guida su polizza tutela legale per la locazione: quando conviene attivarla, che affronta un ambito di protezione complementare e distinto da quello puramente patrimoniale della polizza furto.

Cosa fare subito dopo un furto: denuncia e documentazione

La prima azione da compiere dopo la scoperta di un furto è la denuncia alle forze dell'ordine, presentata il prima possibile e prima di toccare o riordinare qualunque cosa nell'ambiente interessato, perché senza quella denuncia diventa quasi impossibile attivare qualunque copertura assicurativa o far valere una richiesta di risarcimento verso terzi.

Perché conviene evitare di sistemare subito la casa, per quanto sia la reazione più istintiva? Perché la scena del furto, per quanto possibile, va lasciata inalterata fino all'arrivo delle forze dell'ordine: cassetti rovesciati, serrature forzate, tracce di effrazione sono elementi utili sia alle indagini sia, in un secondo momento, alla documentazione da presentare all'assicurazione.

Ecco i passaggi che conviene seguire, in ordine, nelle ore immediatamente successive alla scoperta del furto:

  • Chiamare subito le forze dell'ordine (Polizia o Carabinieri) e attendere il loro intervento prima di toccare o spostare oggetti nell'ambiente interessato dal furto.
  • Presentare denuncia formale, con l'elenco più preciso possibile dei beni sottratti, indicando marca, modello e valore approssimativo di ciascun oggetto, quando disponibile.
  • Fotografare lo stato dell'appartamento, in particolare i punti di ingresso forzati (porta, finestra, serratura) e le zone in cui si notano segni evidenti di effrazione.
  • Avvisare tempestivamente l'altra parte del contratto (proprietario o inquilino, a seconda di chi ha scoperto il furto), soprattutto se tra i beni sottratti ci sono oggetti di entrambe le parti.
  • Contattare la propria compagnia assicurativa, se esiste una polizza attiva, entro i termini previsti dal contratto per la denuncia del sinistro, spesso pochi giorni dalla scoperta dell'evento.
  • Raccogliere prove del valore dei beni rubati: scontrini, fatture d'acquisto, garanzie, foto precedenti che mostrino gli oggetti effettivamente presenti in casa.

Sull'ultimo punto vale la pena insistere, perché è quello che più spesso complica le richieste di indennizzo. Senza una prova ragionevole del possesso e del valore dei beni sottratti, la compagnia assicurativa fatica a quantificare il danno, e lo stesso vale per un'eventuale richiesta di risarcimento diretta verso l'altra parte in caso di negligenza accertata.

Un inventario aggiornato dei beni presenti nell'immobile, magari accompagnato da qualche fotografia periodica degli ambienti principali, è uno degli strumenti più semplici e più trascurati per rendere credibile qualunque richiesta futura. Vale sia per il proprietario che vuole documentare gli arredi forniti con l'immobile, sia per l'inquilino che vuole tutelare i propri effetti personali più preziosi.

Come ridurre il rischio con misure di sicurezza semplici

Le misure di sicurezza più efficaci contro il furto in un immobile in affitto restano quelle di buon senso: una porta blindata o rinforzata, una serratura di sicurezza mantenuta in buono stato, luci esterne funzionanti e, dove possibile, un sistema di allarme collegato o quantomeno visibile dall'esterno dell'abitazione.

Non serve un impianto sofisticato per alzare in modo sensibile il livello di attenzione richiesto a chi vuole entrare senza autorizzazione. Anche piccoli accorgimenti, spesso trascurati proprio perché sembrano banali, fanno una differenza concreta nella percezione di rischio da parte di chi valuta un potenziale bersaglio.

Tra le misure più semplici da adottare, senza costi eccessivi, ci sono:

  • Verificare periodicamente il corretto funzionamento di serratura, porta e finestre, segnalando per iscritto qualunque anomalia riscontrata.
  • Evitare di lasciare segnali visibili di assenza prolungata, come tapparelle abbassate per giorni o posta accumulata nella cassetta.
  • Installare, dove il regolamento condominiale lo consente, un citofono o un videocitofono funzionante e un sistema di illuminazione esterna adeguato.
  • Non consegnare copie delle chiavi a persone non strettamente necessarie, e sostituire le serrature dopo la fine di ogni contratto di locazione.
  • Valutare un sistema di allarme, anche semplice, con sensori sulle aperture principali dell'immobile.

Chi vive in condominio ha un motivo in più per prestare attenzione anche alle parti comuni: un portone d'ingresso che non chiude bene, un cancello sempre aperto o un citofono guasto da mesi rappresentano fattori di rischio che riguardano tutti gli abitanti dell'edificio, non solo il singolo appartamento. Segnalare per iscritto queste criticità all'amministratore di condominio serve anche a costruire, in caso di furto, una prova della diligenza già esercitata.

Vale la pena chiedersi: quanto conta davvero la percezione esterna della sicurezza di un immobile? Più di quanto si pensi. Chi commette furti in appartamento tende a scegliere i bersagli meno protetti, quelli dove l'ingresso richiede meno tempo e meno rumore. Rendere l'immobile percepibilmente più sicuro riduce concretamente la probabilità di essere scelti come bersaglio, anche prima ancora di parlare di assicurazione.

Errori comuni dopo un furto in un immobile in affitto

L'errore più diffuso, e più dannoso, è pensare che il proprietario sia automaticamente responsabile di qualunque furto subito dall'inquilino, mentre normalmente non lo è, salvo una colpa grave specifica e dimostrabile a suo carico, come una serratura rotta segnalata più volte e mai riparata.

Questo equivoco genera discussioni inutili proprio nel momento più delicato, quando le due parti dovrebbero collaborare per gestire la denuncia e la documentazione del furto, non litigare su chi debba rimborsare cosa senza alcuna base giuridica concreta.

Un secondo errore, altrettanto frequente, è non presentare denuncia tempestiva alle forze dell'ordine, magari perché si pensa che "tanto non recupereranno mai la refurtiva". Senza una denuncia formale e tempestiva, però, qualunque richiesta assicurativa parte già compromessa, perché la compagnia richiede quasi sempre copia della denuncia come prerequisito per aprire il sinistro.

Il terzo errore, il più subdolo perché non si nota finché non serve davvero, è non avere un inventario o delle fotografie dei beni presenti in casa, sia del proprietario che dell'inquilino. Senza questa documentazione, quantificare il danno reale diventa un esercizio quasi impossibile, sia nei confronti dell'assicurazione, sia in un'eventuale discussione diretta tra le parti.

Perché questo terzo errore pesa così tanto, più degli altri due? Perché non riguarda solo la fase successiva al furto, ma condiziona tutto ciò che viene dopo: senza prove del possesso e del valore dei beni, ogni trattativa parte da una posizione debole, indipendentemente da chi abbia ragione sul piano dei principi.

Un quarto errore, meno frequente ma comunque presente, è aspettarsi che una polizza RC (del proprietario o dell'inquilino) copra la perdita dei propri beni rubati. Come visto sopra, la RC copre i danni causati a terzi, non la sottrazione dei propri effetti personali o degli arredi di proprietà. Serve una garanzia furto specifica, distinta da quella di responsabilità civile.

Ecco una tabella riassuntiva che aiuta a orientarsi rapidamente sui casi più frequenti, utile come primo riferimento prima di qualunque discussione con l'altra parte o con la propria assicurazione:

Bene rubatoChi ne risponde normalmenteNota
Mobili ed elettrodomestici di proprietà del locatore, forniti con l'immobileIl proprietario, in quanto titolare dei beniSalvo negligenza specifica e dimostrabile dell'inquilino nella custodia dell'immobile
Effetti personali e oggetti di valore dell'inquilinoL'inquilino stessoIl proprietario non ha di regola un obbligo di custodia sui beni personali di chi occupa l'immobile
Danni alla porta o alla serratura causati dallo scassoIl proprietario, come costo di ripristino dell'immobileNon è colpa dell'inquilino: il danno deriva dall'azione di un terzo estraneo al contratto
Furto favorito da porta lasciata volutamente aperta dall'inquilinoL'inquilino, per negligenza grave nella custodia dell'immobileVa provata la volontarietà o comunque un comportamento gravemente imprudente
Furto favorito da un impianto di sicurezza difettoso, segnalato più volte e mai riparatoIl proprietario, per violazione dell'obbligo di manutenzioneServe una segnalazione scritta precedente e un nesso dimostrabile con il furto subito
Denaro contante o oggetti preziosi non dichiarati alla compagnia assicurativaIl proprietario del bene, spesso senza copertura assicurativa pienaLe polizze furto prevedono quasi sempre sottolimiti specifici per queste categorie di beni

Domande frequenti

Il proprietario è responsabile se subisco un furto in affitto?

No, non automaticamente. Il proprietario risponde solo se ha una colpa specifica e dimostrabile, ad esempio una serratura rotta segnalata più volte e mai riparata. In assenza di questa negligenza, ciascuna parte sopporta la perdita dei propri beni.

L'assicurazione furto copre anche i beni personali dell'inquilino?

Dipende dalla polizza sottoscritta. Una polizza furto dedicata al contenuto dell'abitazione, intestata all'inquilino, copre i suoi effetti personali; la polizza del proprietario copre invece solo i beni di sua proprietà presenti nell'immobile, non quelli dell'inquilino.

Cosa devo fare subito dopo aver scoperto un furto?

Presenta subito denuncia alle forze dell'ordine, prima di toccare o riordinare l'ambiente interessato. Fotografa i segni di effrazione, avvisa l'altra parte del contratto e contatta la tua compagnia assicurativa entro i termini previsti per la denuncia del sinistro.

Come posso ridurre il rischio di furto in un immobile in affitto?

Mantieni in buono stato porta, serratura e finestre, segnalando per iscritto qualunque anomalia. Un'illuminazione esterna funzionante, un sistema di allarme anche semplice e l'attenzione alle parti comuni condominiali riducono in modo concreto la probabilità di essere scelti come bersaglio.

Conclusione

Un furto in un immobile in affitto mette insieme due patrimoni diversi, quello del proprietario e quello dell'inquilino, e la regola di fondo resta semplice: ciascuna parte risponde della perdita dei propri beni, salvo una negligenza specifica e dimostrabile dell'altra. Non si applica qui la presunzione pensata per l'incendio, perché il furto è un fatto di un terzo estraneo al rapporto contrattuale.

Chi vuole tutelarsi davvero, oltre a conoscere queste regole, dovrebbe mettere in ordine tre cose già da oggi: la documentazione dei beni presenti in casa, lo stato di funzionamento di porte e serrature, e l'esistenza (o meno) di una copertura assicurativa furto adeguata al proprio patrimonio effettivo. Nessuna di queste tre azioni richiede grandi investimenti, ma ciascuna riduce sensibilmente il rischio di trovarsi senza alcuna tutela reale il giorno in cui il furto avviene davvero.

Se vivi in affitto, o se affitti un immobile arredato con i tuoi mobili, non aspettare che accada per capire cosa sei disposto a proteggere e come. Fai oggi stesso un rapido inventario fotografico degli ambienti principali, verifica lo stato della serratura d'ingresso e chiedi un preventivo per una polizza furto dedicata: sono trenta minuti di attenzione che, in caso di bisogno, possono fare una differenza enorme sul risultato finale.